" Il coltello si affila sulla pietra, l'uomo si affila su un altro uomo "
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Lo studio delle armi

Sciabole, lance, alabarde, tridenti, spade uncinate e quant'altro possa aver creato la cultura militare cinese nel corso dei secoli …….. Perché continuare a studiarle oggi?
Questo e' uno dei principali dubbi che si pone oggi sia il praticante sia l'osservatore.
Che si tratti di armi obsolete e di scarso valore pratico e' cosa scontata e ovvia.

Ma che e' altrettanto indubbio che possano ancora dare tantissimo dal punto di vista dell'educazione motoria.
L'utilizzo dell'arma e' stato infatti concepito per ricalcare il movimento del combattimento a mani nude, stesse posizioni, stessi equilibri, stesse strategie.
L'arma, abbandonata sua la funzione bellica, diventa oggi la cartina al tornasole della preparazione del praticante evidenziando errori ed imperfezioni.
Un minimo errore, difficile da scoprire nel movimento a mani nude, diventa enorme e facile da vedere con un'arma in mano.

Arma quindi non più come oggetto atto ad offendere ma come strumento di verifica e correzione.
Ormai distaccata dalla sua finalità originaria, quella di uccidere, l'arma diventa per il praticante un momento di introspezione, di ricerca interiore attraverso il "gesto", il tutto unito al fascino e all'eleganza che questi oggetti proveniente dal passato ancora sono in grado di regalarci.

Molti pensano che tale studio sia un qualcosa di avanzato e complesso, riservato ai maestri o ai praticanti esperti, in realtà lo studio delle armi è complementare e quasi contemporaneo al programma a mani nude.
Ognuno dei due è riflesso dell'altro e ogni progresso in un singolo settore Porta un miglioramento nel suo complementare.